Un laico legge Suor Maria Pia della Croce

di Luigi Notaro  –

 

 

Fino a qualche tempo fa credevo di aver sviluppato una buona capacità di comprensione della vita e delle dinamiche proprie delle organizzazioni religiose, specialmente per quanto riguarda quelle che continuo a seguire per questioni professionali, ma mi sbagliavo. Ancora oggi comprendo che si tratta di realtà ecclesiali in continuo mutamento, ma fatico a capire le novità e stento ad porre nella giusta luce la vita che si svolge al loro interno. Chi scrive, ed in particolare il laico che si avvicina a questo mondo complesso e nello stesso momento affascinante, non riesce ad inquadrare, in modo oggettivo ed approfondito, la realtà vera di questi enti religiosi, la loro ricchezza interna e le finalità istituzionali nei dettagli. Per chi ha necessità di entrare in contatto con tali organizzazioni è molto più semplice trovare sintonia con le persone che vivono in queste comunità, conoscere le loro storie ed i percorsi che hanno seguito per far parte di questo mondo e, forse, questo approccio alle persone potrebbe essere utile per comprendere meglio le organizzazioni che spesso restano sconosciute o malamente interpretate.
Queste considerazioni sono diventate attuali ed hanno avuto senso dal momento che sono stato coinvolto direttamente in queste dinamiche. Inaspettatamente, qualche anno fa, ho saputo che una mia figlia aveva scelto la non facile vita della religiosa; in altri termini questa ragazza, dopo aver conseguito una brillante laurea in architettura, comunicava a noi genitori che entrava in convento per iniziare il lungo cammino che l’avrebbe portata a professare i voti. Quello che fino a quel momento consideravo un mondo esterno alla mia famiglia, con prepotenza mi coinvolgeva e mi obbligava a tentare di conoscere la Congregazione che sarebbe divenuta la sua nuova famiglia ed ancora di più comprendere la scelta di una ragazza che abbracciava la vita religiosa e sceglieva la strada particolarmente difficile della consacrazione.
Ovviamente nulla sapevo delle Suore Francescane di Gesù Bambino, e nel mio caso non avevo le capacità ed i mezzi per comprendere una scelta che si fondava su una “chiamata” – “vocazione” e che non può essere spiegata con logiche umane dal momento che in queste evenienze si fanno i conti con il soprannaturale.
Non volevo arrendermi e pur tentando di informarmi sulla storia e sulla consistenza ecclesiale della Congregazione che aveva accolto la ragazza, volevo trovare qualche risposta a domande che non potevo accantonare. Inutilmente ripercorrevo la vita di una giovane che aveva già affrontato e raggiunto notevoli traguardi, quale una prestigiosa laurea, aveva avuto le sue amicizie e forse i primi amori, ma non mi spiegavo per quale motivo avesse iniziato un percorso che l’aveva portata a diventare una suora.
Ben presto il tentativo di comprensione della scelta di vita di una persona che continua ad appartenermi mi è apparso difficile, anche perchè sono ancora emotivamente coinvolto, allora ho messo da parte questo sforzo e mi sono adattato seguendo da lontano la mia ragazza, informandomi sui suoi impegni all’interno della Congregazione, sperando, con il passare del tempo, di avere qualche risposta alle mie domande.
Forse per “allenarmi” in questa particolare ricerca, ben sapendo che si tratta di altro percorso, e non in modo marginale e senza impegno ho spostato la mia attenzione su una religiosa che avevo già avuto modo di conoscere frequentando la Congregazione da lei fondata, cercando di comprendere i motivi della sua scelta. In un mio precedente scritto ripercorrevo alcuni momenti della vita di Maddalena Notari, vissuta nel tormentato 1900, che, divenuta religiosa prenderà il nome di Suor Maria Pia della Croce.
Ho esaminato le biografie redatte dalla nostra suora, alcuni suoi scritti ed in particolare la Regola scritta di sua mano, nonchè le altre biografie di autori più avvertiti e la prima percezione è stata quella che tutti gli scritti, che riguardavano la nostra religiosa, risentivano, delle modalità e degli schemi del tempo, e si soffermavano ampiamente sul racconto della sua giovinezza, e sui momenti duri che riguardavano la vita di una donna del suo tempo, alla ricerca costante di una forte identità religiosa.
Certamente Maria Pia è stata segnata dalle difficoltà vissute nella famiglia paterna, dal progressivo sradicamento dal suo ambiente familiare, dall’inconsistenza delle relazioni con le religiose nei vari conventi da lei frequentati, fino alla scoperta di una autentica e forte chiamata che la portava a percorrere una strada non priva di difficoltà, prima coinvolgendo altre consorelle e poi a costituire una fondazione con caratteristiche uniche per quel tempo.
Al laico che legge la vita di suor Maria Pia colpiscono alcune circostanze che potrebbero far comprendere per quale motivo abbia scelto di essere religiosa e di volere una Congregazione che avesse come punti di riferimento il Crocifisso e l’Eucarestia. L’infanzia e la prima giovinezza vissuta lontano dalla sua famiglia di origine, perchè rifiutata, i vari tentativi di trovare accoglienza in altre comunità religiose, che spesso si mostravano ostili, gli ostacoli che doveva superare per costituire una nuova fondazione religiosa, ci fanno pensare che gli anni della prova non sono passati invano ma hanno inciso profondamente facendole scoprire alcuni punti di forza che sono diventati essenziali e specifici della Congregazione delle suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia: una relazione coinvolgente ed un affidamento al suo Cristo ancora vivo sulla Croce e l’amore infinito per l’Eucarestia.
Da aggiungere che nel procedere nella sua esperienza religiosa suor Maria Pia approfondiva una intimità forte e personale con il Signore e comprendeva che le erano state affidate delle consorelle che volevano seguirla sulla strada che intraprendeva, e per queste doveva avere il massimo della cura e della dedizione. Così come percepiva, in quei tempi duri e difficili, che fuori della porta della sua casa religiosa vi era un universo dolorante che non poteva essere trascurato ed anche per questi fratelli vi era attenzione e carità.
Nella sua “avventura” di religiosa Maria Pia non è stata mai risucchiata da quel senso di precarietà che aveva connotato alcuni momenti della sua giovinezza, il suo percorso religioso è stato sempre caratterizzato da una forte volontà di servizio, da una fede incrollabile e dall’affidamento assoluto al suo Signore. A tenere unito il prima e il dopo in tutta la vita di Suor Maria Pia vi è stata attenzione massima alla volontà divina, unitamente ad un senso commosso di prossimità alle sue suore ed ai fratelli.
Mi sono limitato ad guardare solo alcuni momenti della vita della Madre Maria Pia, come può fare un laico poco avvezzo a scrutare le dinamiche proprie della vita religiosa, ma anche questo limitato approfondimento mi ha dato al possibilità di comprendere alcuni aspetti significativi del carisma della Congregazione delle suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia e questo mi basta.
Per quanto riguarda l’approfondimento della questione prima accennata e che mi coinvolge personalmente, devo dire che esso presuppone uno sforzo ancora più intenso e faticoso, per cui sono costretto a rinviare ogni riflessione ad un momento più opportuno quando l’emozione avrà lasciato il posto a considerazioni più distaccate.

 

 

 

 

*Luigi Notaro è nato a Napoli il 9 giugno 1945. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli, ha svolto con continuità le professioni di docente universitario e di avvocato matrimonialista, nonché di avvocato rotale abilitato alla difesa presso i Tribunali ecclesiastici.
Attualmente è professore di Diritto Ecclesiastico e di Storia e sistemi dei rapporti Stato e Chiesa presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università Federico II.
Ha svolto i corsi di Diritto Canonico, Ecclesiastico e di Diritto Pubblico presso la stessa Università.
La produzione scientifica privilegia temi che riguardano la proiezione ed il rilievo nel diritto dello Stato di istituti propri della Chiesa; le dinamiche che riguardano il costituzionalismo statuale con riguardo alla “Costituzione vivente”; il diritto di libertà religiosa, la libertà di coscienza e le obiezioni di coscienza “minori”.

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