Umberto Eco, addio a un grande intellettuale contemporaneo

Umberto Eco diceva che “chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”.
Centinaia di persone erano al Castello Sforzesco per l’ultimo saluto ad Umberto Eco.
Il professore si è spento all’età di 84 anni, dopo un tumore al pancreas.
A salutarlo per l’ultima volta c’erano intellettuali e studenti, politici e uomini di spettacolo, amici e i colleghi. Di fianco al feretro la toga di Eco, professore dell’Alma Mater, l’Università di Bologna, per 41 anni. Il rettore Francesco Ubertini ha annunciato che buona parte della cerimonia di inaugurazione del 928° anno accademico sarà dedicata alla memoria di Eco.
La cerimonia è durata circa un’ora, sia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia la Presidente della Camera Laura Boldrini hanno inviato fiori al grande intellettuale. Il sindaco di Milano, Guliano Pisapia, l’ha ringraziato “per aver scelto di vivere a Milano e aver mostrato al mondo la grandezza di questa città, nel suo saper essere accogliente e solidale”.
Hanno preso la parola anche i Ministri alla Cultura Dario Franceschini e dell’Istruzione Stefania Giannini, l’editore e agente editoriale Mario Andreose.
Molto toccante il ricordo del suo nipotino, destinatario della famosa lettera “Caro nipotino studia a memoria”.
Umberto Eco era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, era un semiologo, filosofo e scrittore, un grande esperto della comunicazione. E’ stato anche storico collaboratore de l’Espresso (La bustina di minerva), a Il Giorno, La Stampa, Corriere della Sera, la Repubblica, il manifesto e altre innumerevoli riviste.
Laureatosi in filosofia nel 1954 all’Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino, iniziò a interessarsi di filosofia e cultura medievale.
successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico. Nel 1956 pubblicò il suo primo libro, un’estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso.
Nel 1988 aveva fondato il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna.
Ha scritto numerosi saggi di estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Tra questi “Il nome della Rosa”, uscito nel 1980 e diventato in breve tempo un bestseller internazionale con 14 milioni di copie vendute, traduzioni in oltre cento lingue, una trasposizione cinematografica che ha vinto 4 David di Donatello nel 1987; e “Il Pendolo di Foucault” nel 1988.
Dal novembre 2010 era socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.
Della recente fondazione della casa editoriale La nave di Teseo spiegava: “Teseo è solo un pretesto, un nome come un altro. L’importante è la nave, non Teseo”.
Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università europee e americane.
Era un intellettuale moderno che sapeva quanto abbiamo bisogno di sapere generale e non solo parziale e frammentario, e di quanto la conoscenza delle nozioni, dei dati e delle date, della storia e della geografia, fossero importanti.

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