La tradizione culinaria Napoletana da Natale a Capodanno

Conoscete la tradizione napoletana per Natale e Capodanno?
Vediamo cosa prevede la tradizione Napoletana per i ricchi pasti delle feste di Natale e di Capodanno. Si sa a Napoli le tradizioni sono sacre, anche se negli ultimi anni ci sono state svariate contaminazioni e oggi non tutte le tavole dei napoletani le rispettano.
Qui abbiamo voluto ricostruire i menù natalizi e di Capodanno più tradizionali, quelli che il popolo napoletano ha custodito col passare dei decenni: il cenone della Vigilia di Natale, il pranzo di Natale, il pranzo del 26 dicembre, il cenone di S. Silvestro e il pranzo di Capodanno.
La cucina della tradizione napoletana a Natale e a Capodanno prevede un menù particolare e piuttosto rigoroso per questi giorni. La vigilia di Natale, il 24 dicembre sera, così come il 31, la notte di San Silvestro, si mangia pesce e insalata; il pranzo del Natale e di capodanno sono a base di carne. Ci accompagnano per tutto il periodo i tipici dolci natalizi.

IL CENONE DELLA VIGILIA DI NATALE:

Si caratterizza per la presenza delle fritture, il 24 dicembre a Napoli si frigge in maniera esagerata, tutto passa per l’olio della frittura. Oltre al fritto, la cena è di pesce.

  • Antipasti di mare più vari, dal polpo all’insalata al soutè, rigorosamente pesce freschissimo.
  • Pizza di scarole.
  • Spaghetti a vongole, perché la Vigilia è della vongola verace.
    In alternativa, le linguine all’astice per chi gradisce un primo altrettanto succulento.
  • Il secondo è frittura di pesce: filetti di baccalà fritto, capitone fritto (il Re della Vigilia), pastelle di baccalà, paste cresciute fritte, gamberetti fritti, zeppoline di alghe, scagliuozzoli e zeppulelle.
  • Come contorni insalata di rinforzo (cavolfiore con sottoli, alici salate, sottaceti tra cui le immancabili papaccelle) e broccoli di natale (olio e limone).
  • Frutta di stagione.
  • Cassata napoletana (che è diversa dalla siciliana perché meno pesante), struffoli, roccocò, mustacciuoli, raffiuoli, susamielli, paste di mandorla.
  • O’ spasso cioè le ciociole, cioè la frutta secca (fichi, datteri, noci, nocciole, mandorle, castagne del Prete, ecc.)
  • Di recente si sono aggiunti il pandoro e il panettone sulle tavole di tutta Italia.

PRANZO DI NATALE DEL 25 DICEMBRE:

  • Antipasto di affettati misti, formaggi freschi e stagionati, mozzarella.
  • La pizza di scarole che sempre avanza dalla sera prima.
  • Tra gli antipasti e il “vero” primo si mangia la minestra maritata (‘a menesta ‘mmaretata) per ripulirsi dalla frittura del cenone, ma in realtà è piuttosto pesante. ‘A menesta ‘mmaretata è uno dei piatti più tradizionali, carne e verdura si sposano (si maritano); il brodo si fa con gallina, manzo, pollo, prosciutto e polpettine di maiale, mentre le verdure sono tipicamente 7: broccoletti neri, verza, scarolella, bietole, cicoriette, borraggine, torzelle, e tanto formaggio.
  • Un primo a base di carne, solitamente cannelloni al ragù, pasta al forno o timballo.
  • Il secondo è il cappone, servito intero e bello dorato, con le patate novelle.
    Accanto al cappone, viene servita anche la carne usata per il ragù (braciole, polpette, tracchie, ecc.).
  • L’insalata di rinforzo, anche questa trascinata dal cenone.
  • Frutta di stagione.
  • Cassata napoletana (che è diversa dalla siciliana perché meno pesante), struffoli, roccocò, mustacciuoli, raffiuoli, susamielli, paste di mandorla.
  • O’ spasso cioè le ciociole, cioè la frutta secca (fichi, datteri, noci, nocciole, mandorle, castagne del Prete, ecc.)
  • Di recente si sono aggiunti il pandoro e il panettone sulle tavole di tutta Italia.

PRANZO DEL 26 DICEMBRE:

  • Se non è avanzato nulla (o ci si sente appesantiti) si fa il brodo con i tagliolini all’uovo.
    Altrimenti il sartù di riso, bello ricco, fatto con tutti gli avanzi.

CENONE DEL 31 DICEMBRE:

  • Antipasti di mare più vari come nella Vigilia, ma qui sono più raffinati e ricercati, troviamo ad esempio le tartine di salmone e di caviale, i marinati, le ostriche, e tutti i molluschi crudi, polpo all’insalata, capitone marinato, ecc.
  • Il primo piatto generalmente è spaghetti ai frutti di mare, o linguine all’astice/aragosta, o spaghetti a vongole, o con il gamberone (che si serve nel piatto).
  • Il secondo è di pesce, generalmente frittura di gamberoni, chi può mangia aragosta/astice.
  • Immancabile l’insalata di rinforzo.
    A questa il 31 Dicembre fa compagnia anche l’insalata “russa”, che a Napoli si fa con verdure lesse (patate, carote e piselli), tonno, maionese e olive bianche.
  • L’uva è la frutta protagonista, che per tradizione porta fortuna.
  • Struffoli (che a Napoli il 31 portano soldi).
  • O’ spasso cioè le ciociole, cioè la frutta secca (fichi, datteri, noci, nocciole, mandorle, castagne del Prete, ecc.).
  • A mezzanotte si brinda e si intinge un dito nel bicchiere dello spumante per poi passarselo dietro l’orecchio (porta fortuna).
  • Dopo la mezzanotte, cotechino con le lenticchie (anche questo porta denari) e chicchi d’uva.

PRANZO DI CAPODANNO (1 GENNAIO):

  • Antipasto di affettati misti, formaggi stagionati, mozzarella di bufala. Si aggiungono creazioni al forno, come sformati imbottiti e verdure ripiene.
  • Tra gli antipasti e il “vero” primo piatto si mangiano i tagliolini all’uovo in brodo (qualcuno ripropone la minestra maritata).
  • Primo piatto cannelloni con ragù di carne, pasta al forno/timballo sempre con ragù.
  • I secondi piatti del primo dell’anno sono a base di carne, ampia scelta tra anatra, pollo, polpettone, maiale, ecc.
  • Insalata di rinforzo.
  • Frutta di stagione.
  • Cassata napoletana, struffoli, pasta di mandorle, anche il babà.
  • O’ spasso cioè le ciociole, cioè la frutta secca (fichi, datteri, noci, nocciole, mandorle, castagne del Prete, ecc.).

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.