‘Runaways’: la recensione dei primi episodi

di Lorenzo Ferretti –

 

 

All’apparenza ragazzi come tanti, amici d’infanzia poi separati da una tragedia, i protagonisti della fortunata serie ‘Runaways’ scoprono che i loro genitori fanno parte di un’inquietante setta segreta chiamata ‘Orgoglio’ e, costretti alla fuga, iniziano a confrontarsi non solo con la comparsa di strani poteri ma anche coi primi amori e con gli altri ‘dolori della crescita’: la nuova serie esordita su Hulu è la versione Marvel del teen drama e convince il pubblico, mantenendosi fedele per quanto possibile al fumetto, ormai un cult.

Stando a quanto precisato dalla produzione, fin dalla messa in onda dei primi episodi, la serie si concentra non solo sul dramma vissuto dai giovani Nico, Chase, Karolina, Alex, Molly e Gert (senza contare una squamosa vecchia conoscenza per i fan del fumetto) ma anche sull’ambiguità morale dei loro genitori che a loro volta si muovono in difficile equilibrio tra rivalità, tradimenti e segreti del passato.

La trasposizione televisiva di ‘Runaways’ affronta i disagi adolescenziali con la stessa attenzione del fumetto: la solitudine, i silenzi che dicono più di mille parole, gli amori non corrisposti, la scoperta della propria sessualità (il personaggio di Karolina Dean mostra l’attenzione di Casa Marvel per le tematiche sociali), l’inadeguatezza, la perdita dei sogni.

Apprezzabile il lavoro di regia ed effetti speciali così come la caratterizzazione dei rapporti tra i personaggi: non mancano le sviste nella sceneggiatura o pecche dal punto di vista recitativo ma la serie risulta avvincente, colorata e godibile anche per chi non ha seguito il fumetto ma cerca una serie di (giovani) supereroi diversa dal ‘solito’.

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