Ricordo di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore

Diego Armando Maradona è nato a Lanús il 30 ottobre 1960. E’ stato il più grande calciatore. Soprannominato El Pibe de Oro (il ragazzo d’oro) è considerato il migliore calciatore di tutti i tempi.
Ha ricoperto anche i ruoli di allenatore di calcio e dirigente sportivo argentino.
Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente in Italia, nella squadra del Napoli, allo stadio San Paolo e fu accolto da circa ottantamila persone. La città di Napoli lo ha amato da subito immensamente e incondizionatamente.
Ricordiamo tra le tante la stagione 1990-1991 che cominciò con la vittoria nella Supercoppa italiana del 1990 ottenuta battendo la Juventus per 5-1.
E’ stato campione del mondo nel 1986 e vicecampione del mondo nel 1990 con la nazionale argentina.
Contro l’Inghilterra ai quarti di finale di Messico 1986 segnò una rete considerata il gol del secolo, tre minuti dopo aver segnato un gol con la mano, noto come mano de Dios.
Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei, e perciò nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera.
Ha avuto il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre. Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra nella Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.
Nel 2000 il Napoli decise che mai più nessun calciatore avrebbe indossato una maglia col numero 10 appartenuto a Maradona. Nel 2004 per il regolamento della numerazione delle maglie, il Napoli fu comunque costretto a ristampare la maglia con quel numero.
Il 4 novembre a Buenos Aires subisce una operazione al cervello per la rimozione di un ematoma subdurale di origine traumatica.
Muore improvvisamente il 25 novembre per un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca.
Le tv argentine hanno mostrato le immagini del bagno di folla durante il corteo che dalla Casa Rosada è arrivato al cimitero di Bella Vista di Buenos Aires in cui è sepolto accanto ai suoi genitori.
L’improvvisa morte ha suscitato grande dispiacere in tutto il mondo. In Argentina, il paese natio, dove il presidente Alberto Fernández ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale; il giorno seguente, il sindaco di Napoli annuncia la decisione di intitolare lo Stadio San Paolo a Maradona; la Federazione calcistica dell’Argentina gli ha intitolato la neonata Copa de la Liga Profesional.
UEFA e FIGC hanno deciso per il lutto al braccio ed un minuto di silenzio prima delle gare di Champions League, Europa League e Serie A.
La notizia della morte di Diego Armando Maradona ha fatto rapidamente il giro del mondo. Tante e immediate le reazioni.
Citiamo quella bellissima di Roberto Baggio: “Così come al Louvre possiamo ammirare nei secoli la Gioconda di Leonardo le generazioni future ammireranno quanto Diego ha saputo dipingere con il suo calcio. Questo rimarrà nei secoli a venire e questo determina la grandezza di un uomo”.

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