Quanto conta la bellezza?

Non abbiamo una risposta unica da darvi, cari lettori. E se proprio volessimo trovarne una sola, risponderemmo “dipende”.
L’importanza della bellezza dipende dal concetto stesso che noi abbiamo della bellezza.
La famosa frase “la bellezza salverà il mondo” potrebbe avere diverse interpretazioni.
Se la bellezza intendiamo quella fisica, in questo caso essa salverebbe solo il mercato che la riguarda: pensiamo a tutto ciò che il consumismo ci offre per essere più belli.
Se invece per bellezza intendiamo ciò che è esteticamente piacevole e genera in noi uno stato di benessere alla sola vista, allora in questo concetto potremmo intendere tutto ciò che ci piace: un oggetto, un quadro, un tramonto.
Questo sì, potrebbe essere la salvezza del mondo. Se guardare un tramonto che ci piace ci porta serenità e gioia, allora potremmo dare alla bellezza un significato che andrebbe oltre il semplice apparire.
Ma la bellezza potrebbe non essere solo intesa come sensazione visiva. La bellezza interiore (arma usata generalmente dai più bruttini per lanciarsi alla conquista del partner desiderato) dovrebbe essere considerata di più.
E non parliamo solo di un buon carattere, o – in ipotesi ancor più rare – di santità della persona in questione.
La bellezza interiore è, prima di tutto, uno stato d’animo positivo, una serenità dello spirito che traspare in tutto ciò che si fa. Allora anche un sorriso con denti non proprio perfetti diventerebbe bello, se con esso si comunica positività.
Ci riescono in pochi, è vero, e per alcuni sembra quasi impossibile mantenere uno stato d’animo sereno con tutti i problemi del quotidiano.
Ma se si trova anche solo qualche minuto nell’arco della giornata per riflettere e pensare a qualcosa di positivo, se lavoriamo sull’accettazione di noi stessi, allora abbiamo ottime chances per poter raggiungere la bellezza interiore.
Leggere un buon libro, meditare, fare sano sport, frequentare persone allegre, concederci una vacanza relax, perseguire una causa in cui crediamo molto, aiutare chi ha bisogno, può esserci d’aiuto nell’ardua impresa di raggiungere il desiderato benessere.
Molti credono nell’amore terapeutico, ma è un gioco pericoloso. Non sempre affidarci all’altro ci porterebbe al risultato sperato. L’amore spesso delude.
Se lavoriamo bene su noi stessi, sulla nostra anima, anche l’amore sarà gestito meglio, ed allora sì che potrebbe diventare il coronamento di una vita già serena, la ciliegina su una torta con solide basi.
Di qui il quesito: è meglio essere belli e infelici, o brutti e felici?
Noi pensiamo che alla persona felice e serena non peserebbe più di tanto la sua bruttezza. Invece, il bello infelice porterebbe sul cuore un peso talmente grande che, probabilmente, gli impedirebbe di vedere persino la sua bellezza.

È vero, principe, che lei una volta ha detto che la bellezza salverà il mondo? State a sentire, signori” – esclamò con voce stentorea, rivolgendosi a tutti – “il principe sostiene che il mondo sarà salvato dalla bellezza! E io sostengo che questi pensieri gioiosi gli vengono in testa perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato […] Ma quale bellezza salverà il mondo?” (Fëdor Dostoevskij)

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