Padova candidata patrimonio Unesco per i cicli pittorici Medioevali

Padova candidata ufficiale a diventare patrimonio mondiale Unesco per i suoi cicli pittorici Medioevali.
Si tratta di un complesso di otto monumenti del centro storico di Padova, al cui interno sono conservati cicli pittorici ad affresco ad opera di Giotto, Guariento, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, il Battistero della Cattedrale, la Cappella della Reggia Carrarese, la Basilica e il Convento del Santo, l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele.
Il ciclo pittorico della Cappella degli Scrovegni è considerato il capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e rappresenta l’opera meglio conservata di Giotto.
La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani ospita gli affreschi del padovano Guariento di Arpo, conservati nella Cappella di Sant’Antonio abate e nella Cappella maggiore, e del fiorentino di Giusto de’ Menabuoi, conservati nella Cappella Cortellieri e nella Cappella Spisser (o Sanguinacci).
Il salone del Palazzo della Ragione rappresenta il ciclo pittorico più ampio e il più articolato della serie. Nel Medioevo il Palazzo era la sede dei tribunali della città di Padova e all’inizio del XIV secolo il Comune incaricò Giotto di affrescare le pareti.
La cappella della Reggia Carrarese fu dipinta da il Guariento che tra il 1355 e il 1350 con un ciclo di affreschi raffigurante storie dell’Antico Testamento. Oggi quegli affreschi si possono ammirare nella Loggia Carrarese, sede dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere e Arti.
Il Battistero della Cattedrale fu di committenza femminile, Fina de Buzzacarini, moglie di Francesco I il Vecchio da Carrara, incaricò della decorazione Giusto de Menabuoi.
La Basilica e convento del Santo è tra le prime testimonianze pittoriche della presenza di Giotto a Padova. Nella Basilica sono presenti i maggiori protagonisti della storia dell’affresco padovano del Trecento: Giotto, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.
L’Oratorio di San Giorgio fu affrescato da Altichiero da Zevio insieme a Jacopo da Verona.
L’Oratorio di San Michele fu affrescato da Jacopo da Verona. Il ciclo rappresenta scene tratte dalla vita della Vergine e di San Michele alle quali prendono parte anche i componenti della Signoria Carrarese e della famiglia de Bovi, i committenti.

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