Non è reato versare ai figli una cifra di mantenimento inferiore se c’è accordo

di Federica Vallefuoco –

Con la sentenza n. 5236/2020 la Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un padre, condannato ai sensi dell’art. 570 bis c.p. per violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione e divorzio, perché in virtù di un accordo con la ex moglie aveva ridotto l’importo mensile a 800 euro.
La Corte di Appello aveva qualificato i fatti come violazione dell’obbligo di assistenza familiare da parte del padre verso i figli.
Perciò, il padre ricorreva in Cassazione perché la Corte d’Appello non aveva tenuto conto dell’accordo che nel frattempo era stato concluso con la ex moglie di ridurre l’importo a 800 euro, in ragione delle condizioni lavorative precarie che l’uomo stava attraversando.
La Cassazione in sentenza ha precisato che non è rilevante il fatto che l’accordo tra il condannato e la moglie non sia stato omologato dal giudice; inoltre, il fatto stesso che l’uomo abbia comunque continuato a contribuire al mantenimento dei figli, anche se con un importo inferiore, ha fatto venire meno la possibilità che vi fosse dolo, che è elemento costitutivo fondamentale per aversi il reato di cui all’art. 570 bis c.p.
Nella sentenza si legge che: “non sono configurabili i reati di cui agli artt. 12-sexies legge 1 dicembre 1970, n. 898 e 570 cod. pen., qualora gli ex coniugi si siano attenuti ad accordi transattivi conclusi in sede stragiudiziale pur quando questi non siano trasfusi nella sentenza di divorzio che nulla abbia statuito in ordine alle obbligazioni patrimoniali.”
Quindi, nel caso di specie, “non è configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio di cui all’art. 570-bis cod. pen., qualora l’agente si sia attenuto agli impegni assunti con l’ex coniugi per mezzo di un accordo transattivo, non omologato dall’autorità giudiziaria, modificativo delle situazioni sui rapporti patrimoniali contenute in un procedente provvedimento giudiziario.”
È pertanto irrilevante che l’accordo raggiunto dagli ex coniugi non sia stato poi omologato con un provvedimento giudiziale, perché il tal caso non si avrebbe reato.

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