Marijuana legalizzata, tra business e salute

Dopo la legalizzazione del consumo di cannabis, alcuni giovani studenti del Stati Uniti ne stanno lanciando la vendita porta a porta.
Negli USA il consumo di marijuana è consentito in piccole quantità, a patto che i rivenditori al dettaglio siano forniti di licenze adeguate.
La curiosità è che nonostante acquistare droga sia lecito, la consegna è al limite della legalità in quanto diversi Stati non hanno ancora aderito alla legalizzazione.
Per cui i fattorini non autorizzati spesso ne trasportano a piccole dosi, perchè se fermati incorreranno al massimo in una multa.
Molti investiranno sui distributori automatici di marijuana, e molti negozi ne distribuiranno le varianti più costose.
A giudicare dalle statistiche, il business è conveniente.
I ricavi quadruplicheranno entro il 2018 grazie ai referendum e anche lo Stato fa la sua parte con una tassazione fino al 40%.
Secondo l’ONU, la legalizzazione di cannabis aumenta la dipendenza da droga.
Alcuni degli effetti dell’uso di cannabis sono secchezza della bocca, arrossamento oculare, riduzione delle capacità motorie e della concentrazione, tachicardia, ipertrofia gengivale, sibili nella respirazione, tosse, apatia.
A seconda della dose può inibire transitoriamente la trasmissione dei segnali neuronici attraverso i gangli basali e il cervelletto, comportando un minore controllo dei movimenti e dell’equilibrio.
Inoltre, in caso di dipendenza si va incontro a sintomi da astinenza, quali insonnia, agitazione, perdita dell’appetito, irritabilità.
Secondo gli esperti, gli effetti negativi sono causati dall’uso continuato.
Nei giovanissimi, che sono molto sensibili agli effetti sul sistema nervoso centrale, l’abuso può provocare danni che in certi casi rimangono anche in età adulta.

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