L’impresa titanica di Alberto Angela, è record

Il successo di Alberto Angela non è sorprendente, ma bisogna dire che ottenere 5.976.000 spettatori e il 25,4% di share su Rai Uno con un programma culturale è impresa titanica.
“Stanotte a San Pietro” è record, un racconto suggestivo in cui ha potuto contare sul supporto di Giancarlo Giannini e Carlo Verdone.
Ha stracciato la concorrenza, mettendo d’accordo critica e pubblico.
Il successo di Stanotte a San Pietro sta proprio nella capacità di rendere accessibili temi ostici e poco televisivi a una vasta platea.

Nato a Parigi nel 1962, è il figlio del noto divulgatore scientifico Piero Angela. Accompagnò spesso il padre nei suoi viaggi sin da bambino. Dopo essersi diplomato in Francia, si laureò in Scienze Naturali all’università La Sapienza di Roma, continuò gli studi frequentando diversi corsi di specializzazione in università degli Stati Uniti d’America (Harvard, Columbia University, UCLA), approfondendo la paleontologia e la paleoantropologia.
Per oltre 10 anni, ha svolto attività di scavo e di ricerca sul campo partecipando a spedizioni internazionali alla ricerca dei resti fossili nel Congo, in Tanzania, nel Sultanato dell’Oman, in Etiopia e in Mongolia nel deserto del Gobi.
Ha partecipato alla spedizione e allo scavo nella Gola di Olduvai, che ha portato alla scoperta dei resti fossili di un ominide vissuto 1,8 milioni di anni fa (OH62) una forma molto arcaica.
In Etiopia, durante una spedizione internazionale alla ricerca di fossili di uomini preistorici, i ricercatori caddero in un’imboscata tesa da tribù bellicose dalla quale fortunatamente si salvò.
È membro dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, a Roma, e del Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia.
Alla propria attività di studioso ha fatto seguito la professione per la quale è più noto, quella di divulgatore scientifico, in particolare attraverso la televisione sulle orme del padre.

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