Le nuove avventure dei Guardiani della Galassia sbancano al botteghino

 

di Lorenzo Ferretti –

 

Con una nuova, speciale colonna sonora e capitanati dall’amabile sbruffone Peter Quill, alias Star-Lord, tornano al cinema i Guardiani della Galassia diretti da James Gunn, in un secondo, scoppiettante capitolo che dal 25 aprile, giorno della prima proiezione, resta in vetta alle classifiche italiane con ben quasi tre milioni di euro di incassi al botteghino.
James Gunn bissa il successo del primo film: tra mostri tentacolari, comicità slapstick e le sempre graditissime citazioni che rimandano al grande mosaico dei film e dei fumetti Marvel, il film scorre che è un piacere. Stupefacenti effetti visivi fanno il paio con le complicate vicende personali dei protagonisti: infatti, questa volta i Guardiani, Star-Lord, Gamora, Drax, il sarcastico procione guerriero Rocket Racoon e il piccolo Groot, dovranno vedersela non solo con nuovi, temibili nemici ma anche con il proprio difficile passato, costellato di tragedie familiari.
Si tratta di un film complesso, profondo, che dipinge attraverso i suoi protagonisti un affresco capace di declinare tutte le sfumature del concetto di ‘famiglia’.
A farla da padrone l’incontro tra Peter, interpretato da Chris Pratt, e il padre scomparso, il pianeta vivente Ego, rappresentato da Kurt Russell: è questo uno dei momenti in cui il film riesce a raggiungere una delle sue vette, riuscendo a rappresentare con efficacia il toccante e conflittuale confronto tra padre-figlio, con tutto il suo carico di aspettative e scheletri nell’armadio.
Il confronto tra Gamora e sua sorella Nebula incarna alla perfezione il dolore che porta quel rancore cieco che nasce dall’abbandono e da una rivalità spietata, che si consolida durante l’adolescenza e sembra destinato ad ostacolare ogni speranza di riconciliazione.
A Drax, la cui famiglia fu uccisa da Ronan, presente nel precedente capitolo, spetta la voce della perdita e della solitudine che tormenta ‘chi resta’. Tuttavia, una famiglia è soprattutto crescita e meraviglia e sono proprio il sarcastico procione guerriero Rocket Racoon e l’albero umanoide Groot, qui in versione baby dopo i fatti del primo film, a rendere tutto questo sullo schermo, con numerosi risvolti comici: in questo caso la citazione del brano ‘father and son’ di Cat Stevens è d’obbligo.
Analizzando il sottotesto, non stupisce come mai questo film abbia conquistato pubblico e critica: ancora una volta gli eroi della Casa delle Idee riescono a farsi portavoce delle gioie e delle difficoltà del nostro tempo, con un film che sembra riferirsi in particolare, ma non solo, alle nuove generazioni, per le quali la famiglia spesso rischia di trasformarsi più in un problema che in una risorsa.

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