La riforma del processo civile nel disegno di legge

Il disegno di legge di iniziativa governativa approvato dal Senato ha l’obiettivo di abbreviare i tempi medi di celebrazione del processo.
Si punta a ridurre del 40% i tempi dei processi.
Come scritto nel dossier del Senato inerente il d.d.l., si prevede una razionalizzazione delle materie e un efficientamento dei servizi, allo scopo di rendere i riti più snelli e veloci, mediante un intervento sistematico sul corpo normativo delle disposizioni che regolano attualmente lo svolgimento dei processi in materia civile con l’obiettivo di semplificare le procedure improntandole a criteri di maggiore celerità ed efficienza.
I punti della riforma si evincono già dal nuovo titolo recante “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”.
Si vogliono potenziare gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e si punta a estendere il patrocinio a spese dello Stato alle procedure di mediazione e di negoziazione assistita.
Le procedure di mediazione e negoziazione assistita, inoltre, potranno, sull’accordo delle parti, con modalità telematiche e gli incontri con collegamenti da remoto e la negoziazione assistita attraverso gli avvocati viene estesa alle controversie di lavoro e a quelle riguardanti affidamento e mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio, fissando anche l’assegno divorzile in un’unica soluzione.
Viene proposto che il deposito degli atti avvenga esclusivamente con modalità telematiche, includendo le udienze a trattazione scritta e quelle da remoto.
Negli atti introduttivi e nelle comparse di risposta andranno già specificati i mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e i documenti offerti in comunicazione.
Prevista la soppressione dell’udienza di precisazione delle conclusioni e di altre udienze non utili.
Viene in aggiunta riformato e sistematizzato il procedimento sommario di cognizione che assumerà la nuova denominazione di “procedimento semplificato di cognizione”
Il d.d.l. interviene poi sulla disciplina del giudizio d’appello potenziando il filtro di ammissibilità e semplificando la fase istruttoria del procedimento.
Modificata anche la disciplina del processo esecutivo con una valorizzazione delle misure di coercizione indiretta di cui all’art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreintes), e prevedendo, con riguardo alle espropriazioni immobiliari la possibilità per il debitore di vendere direttamente l’immobile pignorato, ad un prezzo non inferiore a quello base indicato nella perizia di stima.
Nei procedimenti da cui emergano allegazioni di violenza domestica o di genere (uno dei punti più discussi tra le forze politiche) il testo ha previsto debbano essere assicurate, su richiesta, adeguate misure di salvaguardia e protezione.
Con una nuova norma inserita nel corso dell’esame in sede referente, viene prevista l’istituzione di un Tribunale ad hoc per le persone, per i minorenni e per le famiglie, composto da una sezione distrettuale (costituita presso ciascuna sede di corte di appello o di sezione di corte d’appello) e da sezioni circondariali (presso ogni sede di tribunale ordinario).

Pertanto si propone le seguenti modifiche:
-la modifica della disciplina dei metodi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), come la mediazione e la negoziazione assistita;
-la modifica del processo civile di primo grado;
-l’estensione dell’applicazione del procedimento semplificato di cognizione;
-le modifiche in materia di esecuzione forzata, tra cui l’abrogazione delle disposizioni che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva;
-la creazione di un rito unificato denominato procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie;
-l’implementazione dell’ufficio del processo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.