Inquinamento: Pechino pensa a corridoi del vento

di Lorenzo Ferretti

 

Dopo l’allarme rosso lanciato nel dicembre 2015 relativo all’eccessivo inquinamento atmosferico, causato soprattutto dalle autovetture e dalle industrie pesanti sul territorio, il governo cinese ha studiato un progetto che prevede la creazione di 5 strisce di ventilazione, libere da ostacoli e larghe almeno 500 metri l’una. Questi ‘corridoi del vento’ scorreranno da Nord a Sud, collegando aree verdi, fiumi e laghi con quelle cittadine a bassa densità abitativa: come quello che unirà il Parco Olimpico a Nord a Zhongnhanai, il centro del potere cinese, e per favorire il flusso del vento che dovrà ‘soffiare via l’inquinamento’, all’interno di questi corridoi saranno ammessi solo edifici bassi e superstrade.
Il governo cinese non ha dato una scadenza precisa al progetto, il cui obiettivo è ridurre del 40% le emissioni di anidride carbonica nella città di Pechino entro il 2020: stando a quanto reso noto dal vice direttore della Commissione della pianificazione urbana di Pechino, Wang Fei, la creazione dei 5 flussi di ventilazione maggiori sarà solo il ‘primo passo nell’ambito di un progetto più ampio’. Il secondo livello del progetto prevede infatti la creazione di altri 10 corridoi ‘minori’, larghi circa 80 metri ciascuno per poi arrivare al completamento della rete con l’aggiunta di altri corridoi di terzo livello. Inoltre, il governo cinese sta vagliando altre misure per contrastare l’inquinamento atmosferico, tra le quali la chiusura, nel corso del 2016, di 2500 piccole imprese molto inquinanti, e di avere almeno 350 chilometri di strade urbane fiancheggiate da alberi entro il 2020. Tuttavia, il progetto dei ‘corridoi di ventilazione’ ha sollevato numerosi dubbi circa il suo effettivo funzionamento. Secondo Ma Jun, direttore dell’Istituto affari ambientali, Pechino soffre la mancanza di vento forte in condizioni meteo stabili, favorendo l’accumularsi di polveri inquinanti sulla città e pertanto sarebbe necessario fare ulteriori studi e ridurre le emissioni inquinanti piuttosto che attuare un progetto tanto costoso.

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