Il caso di Fabiano Antoniani (Dj Fabo) e Marco Cappato

Vi raccontiamo in breve il caso di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, e di Marco Cappato sulla lotta ai diritti sul fine vita, tema di attualità molto sentito e presente.
Durante uno dei rientri in Italia, dopo una serata in un locale di Milano, un grave incidente stradale nel 2014 gli cambia improvvisamente la vita in modo irreversibile. Fabiano Antoniani diventa cieco e paraplegico. Dopo anni di terapie e trattamenti senza esito, matura la precisa consapevolezza e decisione di voler porre fine alla sua vita, secondo lui divenuta un’agonia sofferente e disperata.
Per questo motivo entra in contatto con Marco Cappato che nel febbraio del 2017 lo accompagna in Svizzera per sottoporsi alla procedura di accompagnamento alla morte volontaria (c.d. suicidio assistito).
Al suo ritorno in Italia, dopo essersi autodenunciato, Marco Cappato viene iscritto nel registro degli indagati per il reato di aiuto al suicidio ai sensi dell’articolo 580 del codice penale.
Nel maggio del 2017 il Procuratore della Repubblica ritiene che la condotta di Cappato rientri nella partecipazione al suicidio ex art. 580 c.p., mentre esclude la partecipazione morale o psichica in quanto l’indagato non risulta aver influito sul processo di formazione della volontà dell’Antoniani.
Tuttavia, dal momento che Cappato non ha avuto alcun ruolo materiale nell’esecuzione vera e propria della morte di dj Fabo, la sua condotta rientra tra gli atti preparatori penalmente irrilevanti, senza integrare il reato di cui all’art. 580 c.p. e per questo motivo si chiede al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento.
Nel luglio del 2017 il GIP rigetta la richiesta di archiviazione e ordina al PM di disporre l’imputazione coatta, per il reato di assistenza al suicidio, nei confronti di Marco Cappato per aver rafforzato la decisione e agevolato l’esecuzione del suicidio.
Interviene poi la Corte d’Assise di Milano, la quale esclude che l’azione di Marco Cappato abbia contribuito a rafforzare la decisione di Fabiano Antoniani (dj Fabo). Il processo si è parzialmente concluso con l’assoluzione per la parte che lo vedeva imputato di istigazione al suicidio. Per la parte di aiuto al suicidio, invece, la Corte di Assise di Milano ha emesso un’ordinanza di remissione alla Consulta per il giudizio di costituzionalità dell’art. 580 del codice penale nella parte in cui prescinde la determinazione o il rafforzamento della decisione sul fine vita del diretto interessato.
La Consulta della Corte Costituzionale si è riunita il 23 ottobre 2018 (il video della seduta è su radioradicale.it) per discutere la questione di costituzionalità dell’art. 580 del codice penale e si è pronunciata il giorno seguente con la decisione di sospendere il giudizio e di riconvocare una nuova udienza il 24 settembre del 2019.
La Corte Costituzionale ha emanato la sentenza preceduta da un comunicato stampa che è possibile leggere qui: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20190925200514.pdf

Tutte le udienze sono ascoltabili su Radio Radicale a questo link: https://www.radioradicale.it/processi/1241/processo-a-marco-cappato-per-aiuto-al-suicidio-a-dj-fabo

L’udienza pubblica della Corte Costituzionale è qui:
https://www.radioradicale.it/scheda/555032/corte-costituzionale-udienza-pubblica-sul-caso-marco-cappato

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