Editoriale del Direttore – “La CO2 che avvelena tutti”

di Federica Vallefuoco –

 

Si sta gridando ad un vero e proprio allarme per l’alta presenza di CO2 nell’atmosfera, che sta raggiungendo cifre record.
Secondo gli ultimi rilievi dell’Osservatorio di Mauna Loa (Hawaii) il livello mensile medio di anidride carbonica nell’aria che respiriamo ha sistematicamente superato 410 parti per milione (ppm).
L’esame ha reso noto che prima d’ora non avevamo mai respirato un’aria così satura di anidride carbonica, addirittura pare che sia la prima volta in 800 mila anni.
Secondo i ricercatori, la fonte di questi valori così alti sarebbe nel bruciare combustibili fossili, che comportano un accumulo di CO2 nell’atmosfera.
I livelli di CO2 presenti nell’aria sono aumentati proprio dall’era della rivoluzione industriale ed i 400 ppm sono stati raggiunti all’incirca nel 2013, anche se sempre con valori oscillanti.
In media, l’aumento annuale di anidride carbonica sarebbe di oltre 2 ppm.
Le emissioni sono in aumento nelle economie emergenti, la Cina è oggi il maggior emettitore mondiale.
Quelle che saranno le conseguenze per la nostra salute al momento non sono facilmente prevedibili dagli scienziati, proprio perchè gli esseri umani non hanno mai respirato un’aria così satura.
Le conseguenze di questi valori così alti inoltre avrebbero ricadute negative anche sul clima, primo su tutti il calore che si presenterebbe con frequenti picchi.
Infatti la CO2 incide sul clima causando proprio un aumento della temperatura. Anidride carbonica e temperatura media globale sono strettamente connesse tra loro, se aumentano le emissioni e le concentrazioni in atmosfera di anidride carbonica aumenta anche la temperatura media globale.
La maggior parte degli aumenti di temperatura sono stati osservati, non a caso, proprio a partire dal XX secolo. La distribuzione del riscaldamento climatico presenta un picco massimo nell’emisfero settentrionale del pianeta, ed è stato attribuito dagli scienziati all’aumento della concentrazione atmosferica dei gas serra (in particolare anidride carbonica).
Dunque è una diretta conseguenza dell’attività umana, cioè principalmente dei combustibili fossili e della deforestazione.
L’aumento delle temperature causando importanti perdite di ghiaccio, l’aumento del livello del mare, piogge intense, ed ovviamente incide sulle vite di moltissime specie di animali.
Gli scienziati hanno studiato anche la riduzione del pH degli oceani per effetto dell’aumento della CO2 nell’atmosfera, e poiché molti organismi ed ecosistemi sono in grado di adattarsi solo ad uno certo valore del pH, non è escluso il verificarsi di un possibile evento di estinzione che distruggerebbe la catena alimentare.
Se smettessimo improvvisamente di emettere anidride carbonica, non risolveremmo il problema nell’immediatezza, poiché purtroppo biossido di carbonio si è accumulato e resterà nell’atmosfera per migliaia di anni.
Come abbiamo visto, ci sono davvero molte ragioni per iniziare ad eliminare le emissioni di anidride carbonica.
Il clima sta cambiando rapidamente, ma se questo ritmo venisse rallentato la natura e gli esseri umani potrebbero adattarsi più facilmente sia all’aria che si respira sia al surriscaldamento terrestre.
Dunque con il giusto impegno è possibile e realistico rallentare la quantità totale dei cambiamenti, lavorando ad una limitazione del riscaldamento globale e mantenendone il livello a quantità almeno gestibili.

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