Editoriale del Direttore -“I cambiamenti climatici”

Di Federica Vallefuoco –

In queste giornate in cui non si fa altro che sentir parlare di ambiente e cambiamenti climatici terrestri, sono andata a curiosare per cercare qualche elemento che chiarisse in maniera facile, se possibile, la situazione climatica del nostro pianeta.
Sul sito del wwf spiegano che i principali fattori che incidono sui cambiamenti climatici sono: le variazioni nella radiazione solare, sia quella che arriva sulla terra sia quella che viene riflessa dalla Terra, e l’immissione di gas che incrementano l’effetto serra e modificano la composizione chimica dell’atmosfera.
Per avere una condizione di equilibrio energetico è necessario che i raggi ultravioletti in arrivo sulla Terra (dal Sole) siano pari agli infrarossi in uscita dalla Terra.
Esiste un effetto serra naturale, poiché l’atmosfera terrestre contiene vari gas, tra cui l’anidride carbonica, che trattengono parte delle radiazioni dirette verso lo spazio.
Così si verifica il riscaldamento globale, perché i raggi in arrivo sulla Terra sono superiori rispetto a quelli diretti verso lo spazio.
Ma l’effetto serra naturale non è un problema, anzi costituisce una base fondamentale per la vita sulla Terra, altrimenti il nostro pianeta sarebbe freddissimo con circa 14 gradi sotto lo zero (congelamento pieno).
Nei secoli passati, quando non c’era ancora la produzione industriale dell’uomo, il nostro pianeta attraversò comunque delle importanti rivoluzioni e cambiamenti climatici dovuti alle attività del Sole.
Con l’aumento della industrializzazione si è però dato un contributo maggiore all’effetto serra.
Le cause dell’aumento dell’effetto serra sono fattori sia umani che naturali, ma secondo l’IPCC, comitato scientifico formato nel 1988 dalle Nazioni Unite, è indubbio che le attività umane incidano maggiormente sull’aumento delle temperature e quindi sul riscaldamento globale.
A partire dalla rivoluzione industriale, la combustione dei giacimenti fossili ha immesso nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica e altri gas serra. Secondo le stime, il pianeta Terra riuscirebbe oggi a riassorbire meno della metà delle emissioni, anche a causa della deforestazione.
Il riscaldamento globale analizzato in uno studio della Union of Concerned Scientists trova come principale imputata l’anidride carbonica (CO2), gas dal forzante radiativo positivo più alto.
Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha calcolato il forzante radiativo (RF) di ciascun driver climatico, cioè la quantità di energia che raggiunge la superficie terrestre attribuibile a quel driver climatico. La CO2 ha esibito l’RF positivo più alto: significa che la CO2 resta più a lungo nell’atmosfera rispetto agli altri gas.
Nel corso di un secolo, dalla fine del Novecento ad oggi, la temperatura terrestre è salita di circa 7 gradi.
Oltre ai gas serra e all’inquinamento, l’incremento continuo della temperatura dipende anche dal degrado delle aree verdi e dalla deforestazione.
Un riferimento internazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra è il protocollo di Kyoto, trattato sul surriscaldamento globale redatto nel 1997. L’estensione del protocollo è stata prolungata al 2020 con ulteriori obiettivi di taglio delle emissioni.
Il trattato prevede l’obbligo di operare una riduzione di elementi di inquinamento (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo).
Gli scienziati ammettono che i tagli alle emissioni dovrebbero essere più alte di quelle stabilite dal protocollo di Kyoto per avere effetto sul riscaldamento globale.
I riscontri economici e sociali si fanno già sentire e ci si rende conto che le misure finora adottate e derivate dal Protocollo di Kyoto non sono sufficienti.
Nel 2015 si è aggiunto anche l’Accordo di Parigi, un accordo tra gli stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) riguardo la riduzione di emissione di gas serra, con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale. Per tenere fede a questo accordo, di recente si è tenuto il Climate Action Summit all’ONU.

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