Editoriale del Direttore- “Estate senza viaggi”

Di Federica Vallefuoco –

In questo periodo mi preparavo sempre a scrivere sull’estate appena trascorsa, sui viaggi che ci hanno fatto sognare, sulle ripartenze. Invece quest’anno ogni cosa sta assumendo un sapore diverso, anche l’estate.
So è che è diventato tutto più amaro. E che questo “tutto” è a un metro e mezzo di distanza da me.
Avevo già deciso mesi prima che con una pandemia in corso non avrei viaggiato. Non ho avuto la minima incertezza.
Sono tra i sostenitori della scelta di trascorrere le ferie vicino casa per rilanciare le attività turistiche del nostro Paese.
Sarebbe stato impensabile mettermi in viaggio aumentando esponenzialmente il rischio esporre al contagio per Covid-19 me e le persone attorno a me. E poi, onestamente, il ricordo delle vittime fa ancora male.
Per coerenza, non chiuderò il numero dell’estate scrivendo di viaggi, nè fatti nè sognati.
Se penso a tutti quelli che ci hanno lasciato a causa della Covid-19 cado in una profonda tristezza, soprattutto ricordando chi lo ha contratto quasi subito, inconsapevolmente, ignaro di tante cose, e si è trovato circondato da medici presi alla sprovvista che assistevano a loro volta increduli al progredire funesto del virus.
Moltissima gente ha poi avuto problemi economici a causa del lock-down, in particolare i lavoratori autonomi.
Tutta questa tragedia merita rispetto (al di là del fatto che il virus non si è ancora arrestato e tutt’oggi fa paura).
Per questi motivi non capisco e non capirò mai gli atteggiamenti negazionisti e superficiali.
Sto osservando con molta mestizia i comportamenti tenuti in questa estate da persone comuni e personaggi famosi. Mi aspettavo di vedere attorno a me lo stesso amaro in bocca che ho io, invece non faccio altro che leggere di gente che è andata ovunque senza mettere mai le mascherine, si è assembrata anche in posti al chiuso, e ovviamente ha contratto la Covid-19.
Come se non bastasse, molti di questi (sia asintomatici, sia febbricitanti) si sono messi in viaggio per rientrare a casa, passando il virus anche ai poveri ignari che hanno viaggiato con loro. Invece avrebbero dovuto comportarsi responsabilmente almeno all’atto del contagio e restare nei luoghi scelti di villeggiatura, in isolamento, fino all’esito di un tampone negativo (poi viaggiare con mille precauzioni in più).
La verità è che le precauzioni non saranno mai abbastanza se la gente non rispetta le regole di base.
Ci hanno detto che dovremo imparare a convivere con il virus finché non si avranno delle cure certe e dei vaccini adatti…ma come è difficile imparare a convivere con tutto questo orrore.
La speranza è che il vaccino arrivi presto, il più presto possibile, salvandoci ancora.
L’essere umano senza il progresso scientifico è perduto, la ricerca è l’arma più potente che abbiamo, troppo spesso dimenticata. Davanti a un’umanità che è in continuo autosabotaggio, la ricerca scientifica è l’argine a un fiume distruttivo sempre pronto a straripare, sempre pronto ad annientare tutto ciò che lo circonda.
L’uscita dal virus sarebbe dipesa dai comportamenti quotidiani di tutti noi, ma l’umanità ha dimostrato, anche questa volta, di aver bisogno di argini.

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