Editoriale del Direttore – “Smascheriamo i bugiardi”

di Federica Vallefuoco

 

Stavo leggendo i risultati di un’indagine americana (svolta dall’University of Notre Dame, nell’Indiana): sottoponendo delle persone alla macchina della verità è stato rivelato che mentire fa male alla salute. In particolare i sintomi accusati sarebbero mal di testa, mal di gola, malinconia, depressione, nervosismo e tendenza ad ammalarsi di più.
Quindi secondo questo studio mentire causerebbe problemi sia dal punto di vista psicologico che fisico.
Il mio primo pensiero è andato – immediatamente – a tutte le persone che conosco che accusano malori di vario genere in maniera piuttosto frequente. Il sospetto che possano essere dei bugiardi professionisti si è insinuato nella mia mente.
Ma perché mentire? Cosa spinge una persona a dire bugie?
Personalmente, ho sempre ritenuto mentire uno sforzo veramente eccessivo ed inutile, poiché per me ricordare una bugia a distanza di tempo sarebbe un’impresa irrealizzabile. Di conseguenza, un po’ per pigrizia mentale, un po’ per evitare brutte figure, evito.
La ricerca scientifica in questione fa, però, la differenza tra le bugie e il custodire un segreto. La cosa mi rende particolarmente felice, in quanto ritengo che una delle dimostrazioni affettive più significative sia proprio quella di tenere per sé le confidenze degli amici.
La “terapia dell’onestà” dovrebbe essere maggiormente diffusa, gioverebbe alle relazioni e al benessere psicofisico.
A tutti noi da bambini è stato detto di non dire le bugie. Eppure, pare proprio che mentire sia una questione psicologica che parte dall’inconscio e alla cui base c’è la volontà di controllare i pensieri ed i comportamenti degli altri.
Spesso si è portati a mentire non solo per farsi accettare e dare di sé un’immagine positiva, ma anche perché si teme un rifiuto, o anche per paura di perdere il proprio partner di fronte ad una verità scomoda. Altri invece mentono quando si tratta di avere l’ultima parola sulle questioni più importanti, quasi come un controllo di potere sulle scelte da intraprendere con gli altri, che siano amici, partner o colleghi di lavoro.
Maggiormente tendono a comportarsi così le persone con un evidente narcisismo, creandosi una personalità fasulla e finendo così per mentire a se stessi.
Anche chi si sente inferiore è più incline ad essere bugiardo, nell’illusione di riuscire ad ottenere ciò che desidera. Di certo, il bugiardo ha una personalità fragile ed immatura, in quanto nasconde dietro le sue menzogne la paura e la difficoltà ad affrontare la realtà. Se ne dovessi dare una definizione, direi che il mentitore è colui che sfrutta in modo intenzionale gli altri per ottenere con l’inganno propri vantaggi personali.
In letteratura, il bugiardo è un personaggio piuttosto quotato. Penso alla commedia di Goldoni che ne porta proprio il titolo e che ruota attorno alla bugia raccontata da un giovane brillante con lo scopo di conquistare una donna. Come anche il famosissimo Pinocchio, personaggio di Collodi a cui cresceva il naso per ogni bugia detta.
Fatto sta che una volta che si inizia a mentire, poi diventa un’abitudine, una dipendenza.
Sul web sono state diffuse addirittura delle guide su come cessare di mentire, una serie di indicazioni date ai bugiardi incalliti che hanno deciso di smetterla di prendere in giro il mondo. Il bugiardo pentito dovrebbe in primis interrogarsi sul perché vada raccontando tante bugie; identificato il problema, dovrà valutare se ha bisogno dell’intervento di uno specialista della psiche o se può porre fine alla sua dipendenza con la forza di volontà. Poi tutto starebbe nel riflettere a lungo prima di parlare, sforzandosi a raccontare semplicemente la verità.
Insomma, a quanto pare ciò che sembrerebbe facile e scontato, come dire la pura verità, per alcuni è una vera fatica, addirittura un obiettivo da raggiungere.
Dunque chi dice bugie allo scopo di sminuire i problemi e soffrire di meno, in realtà fa peggio. Invece dire la verità anche quando questa è difficile da accettare comporterebbe minori tormenti.
Quasi sicuramente, l’ambito in cui si concentrano la maggior parte delle bugie è quello sentimentale. La vita di coppia in molti casi è abbondantemente condita da piccole o grandi falsità.
In un rapporto di coppia la sincerità è fondamentale, eppure le statistiche smascherano elevatissime percentuali di bugiardi.
Secondo i dati recenti, le donne mentono maggiormente sugli ex: temono di essere giudicate poco serie.
Gli uomini invece mentono per evitare discussioni, annoiati all’idea di litigare per ore su argomenti che (loro) ritengono futili, quasi come se fosse un istinto di sopravvivenza per ottenere un rapporto sereno.
Quando si tratta poi di grandi bugie, allora si rientrerebbe nel campo dei segreti inconfessabili, quelli per cui vale la pena dire frottole onde evitare tragiche conseguenze. Ecco, qui tutti sosterrebbero di avere almeno un segreto per cui valga la pena mentire, sminuendo la bassezza morale della bugia che, in questo caso, sarebbe detta a fin di bene per evitare complicazioni e sofferenze.
Ho solo un dubbio: ognuno di noi ha davvero segreti inconfessabili? Alla luce di questa analisi, sono portata a pensare che sia solo un comodo alibi per i bugiardi ancora troppo distanti dalla strada del pentimento.

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