Editoriale del Direttore – “Aborto, la protesta nera della Polonia”

di Federica Vallefuoco

 

Le donne sono ancora alle prese con battaglie quasi scontate per far valere i loro diritti. Le notizie che giungono dalla Polonia in questi giorni stanno facendo insorgere l’Europa, perché la minaccia del governo conservatore con la legge sul divieto di aborto non poteva certamente illudersi di passare inosservata.
Sembra incredibile, eppure oggi ci sono ancora tanti paesi in cui l’aborto è considerato illegale e punito dalla legge.
La stessa Polonia stava rischiando grosso, in quanto la contestata proposta di legge prevedeva la possibilità di aborto solo in caso di pericolo per la vita della madre.
Per fortuna il popolo polacco non si è fatto mettere i piedi in testa ed ha organizzato una fortissima protesta contro il governo, sfociata il 3 ottobre nel “Lunedì Nero – Czarny Protest”, giornata in cui moltissime donne sono scese nelle strade e nelle piazze vestite di nero per denunciare la morte dei loro diritti e delle loro libertà.
E’ infatti inconcepibile che ancora oggi venga negata alla donna la libertà di scegliere cosa fare della sua gravidanza.
In una discussione sull’aborto, la prima domanda a cui bisognerebbe rispondere è: a chi spetta la decisione?
Al di là delle idee e delle convinzioni personali, la libertà di scelta di un individuo non dovrebbe mai e poi mai essere messa in discussione.
Si può esprimere il proprio dissenso, ma non si possono vietare – né tanto meno ostacolare – le scelte altrui. Ancor più grave se è uno Stato a vietarle imponendo dall’alto la propria idea a tutti.
Entrare nella sfera privata delle persone significa condizionarne la vita, e questo è inaccettabile. E sarà inaccettabile sempre, in ogni tempo e luogo.
L’umanità potrà dirsi salva da queste ingerenze finché sarà disposta a lottare per far valere le proprie libertà ed i propri diritti.
La buona notizia è che per ora il governo polacco ha ritirato questa proposta di legge anti aborto. Ma la battaglia è ancora lunga, e oltre alla Polonia vi sono ancora tantissime realtà nel mondo dove le donne fanno fatica ad ottenere parità, diritti e libertà.
A proposito, voglio ricordare la filosofia sulla libertà di John Stuart Mill, che nella sua opera “On liberty” definiva il principio secondo cui ciascuno, una volta raggiunta la pienezza della sua maturità personale, è libero ed ha quindi il diritto di governare se stesso, tanto per quanto riguarda la sua mente, tanto per quanto riguarda il suo corpo.
Aggiunge che questa libertà si estende finché non danneggia la libertà degli altri, che sono anch’essi, allo stesso modo e per lo stesso principio, liberi.
L’umanità è giustificata, individualmente o collettivamente, a interferire sulla libertà d’azione di chiunque soltanto al fine di proteggersi, in quanto l’essere umano è un essere progressivo. Il parere di un singolo o di un gruppo, quindi, non è una giustificazione sufficiente per interferire con le libertà altrui.
Si deve rendere conto solo per ciò che riguarda la vita degli altri, mentre su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l’individuo è sovrano.
Altra meravigliosa concezione nel pensiero di Mill è che il libero sviluppo dell’individualità è uno degli elementi fondamentali del bene comune, quindi non essendo possibile arrivare all’unanimità nelle decisioni, è necessario che vi siano le differenze d’opinione e i differenti esperimenti di vita, senza che qualcosa predomini sull’altra.
Auguriamoci che, quanto prima, sia concezione diffusa e predominante quella che vede ogni persona avere la possibilità di scegliere cosa fare sul proprio corpo e con la propria salute.
Anche perché devo confessarvi che scrivere ogni mese di un’Occidente che si dichiara “evoluto” e che invece calpesta i diritti delle donne, inizia a diventare, per me, pesante e insopportabile.

 

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2 Commenti

  1. L’articolo è stupendo rispecchia molto la libertà umana ma devo dissentire sull’aborto, io condanno l’azione perché c’è di mezzo un essere umano ma non il pensiero di libertà. Una donna che ha un bambino in grembo deve prendersi le sue responsabilità. So che la maggior parte non possono crescere un bambino ma è per questo che esistono strutture apposite per la loro accoglienza.

  2. Bellissimo articolo Direttore!! La seguo sempre, ma questa volta mi sono sentita molto coinvolta per motivi personali. Grazie.

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