Editoriale del Direttore-“Abbatti lo stereotipo con le bambole”

di Federica Vallefuoco –

 

È sempre appassionante poter parlare di chi ha lasciato un contributo importante per la società, ed è ancora più appassionante quando si parla di donne, che hanno dovuto conquistarselo di più, che hanno abbattuto muri a vantaggio di tante altre.
I produttori delle bambole Barbie hanno scoperto che accanto al biondo stereotipo estetico proposto per anni (e diventato praticamente il loro simbolo) c’è tutto un mondo femminile fatto di personalità assai distanti da quello stereotipo estetico, in cui le bambine potranno riconoscersi e ispirarsi (qui l’articolo).
Il progetto di mettere sul mercato le nuove bambole nasce nell’ambito della campagna “Puoi diventare tutto ciò che desideri”, con la quale si chiede di condividere sui social i modelli femminili che maggiormente ci ispirano, tramite l’hashtag #MoreRoleModels.
L’azienda della Barbie per ora ha realizzato delle serie di bambole ispirate alle donne che hanno lasciato o contribuiscono a lasciare una traccia importante.
C’è la linea “Inspiring Women” con la bambola di Frida Kahlo, una donna che ha affrontato la sua difficile vita trasformando la sua disabilità in un’opportunità artistica.
Fu vittima di un brutto incidente che la portò a subire 32 operazioni chirurgiche, fu costretta a rimanere immobile e così iniziò a dipingere.
Nemmeno la vita sentimentale si rivelò felice, i continui tradimenti del marito Diego Rivera, tra i quali anche quello con sua sorella, portano i due a separarsi. In seguito Rivera le propose nuovamente di sposarlo. Frida, divenuta ormai indipendente sia sul piano sessuale che su quello economico, accettò a condizione che non avrebbe più preso denaro da lui e non avrebbero più avuto rapporti sessuali.
C’è Amelia Earhart, la prima aviatrice ad attraversare l’Oceano Atlantico raggiungendo e superando nuovi record nell’aviazione.
La leggendaria pilota americana scomparsa mentre volava sopra il Pacifico è un’eroina che ha anticipato i tempi.
Resta una dei piloti più celebrati piloti del mondo: nel 1932 fece la sua impresa più ardita, la trasvolata in solitaria sull’oceano Atlantico.
Voleva realizzare il suo sogno più grande, il giro del mondo in aeroplano.
C’è Katherine Johnson, pioniera nelle scienze matematiche, una delle scienziate più importanti della storia.
Ha calcolato la traiettoria di volo dell’Apollo 11 nel suo primo volo sulla luna nel 1969. Se l’umanità è andata nello spazio il merito è anche di Katherine Johnson.
Oltre queste, possiamo trovare le 14 Barbie della linea Shero, chiamate OOAK, dall’inglese “One Of A Kind”.
A chi possono ispirarsi le bambine per sognare di diventare ciò realmente vorranno essere?
C’è Sara Gama, calciatrice italo-congolese, capitano della Nazionale italiana femminile, un esempio per le nuove generazioni nell’abbattere le tante barriere della società.
C’è Helene Darroze, chef con due stelle Michelin, alla guida di tre ristoranti (Parigi, Londra e Mosca).
Saputa la notizia di una bambola a lei dedicata, la chef ha dichiarato di voler incoraggiare tutte le ragazze a credere nei loro sogni.
C’è Ashley Graham, la modella curvy che ha sfidato i mille pregiudizi del mondo della moda che vede nel corpo esile il modello unico, proponendosi con le sue curve per ricordare che le donne non sono tutte uguali e che la bellezza non è chiusa in un modello proposto dalle marche di moda.
C’è Bindi Irwin, ambientalista australiana che nelle sue battaglie per il rispetto della natura è riuscita a vincere il premio internazionale per il rispetto dell’ambiente.
Certo, a pensarci, è un bel traguardo per un’azienda che fabbricava bambole bionde tutte uguali senza arte né parte.
Pensare che una bambina non dia importanza a queste cose è un grave errore, perché i bambini sono altamente reattivi e condizionati da tutto ciò che hanno intorno. Attraverso il gioco si educa, si impara, si apre la conoscenza e si fanno grandi scoperte.
E poi queste bambole fanno sognare anche un po’ noi grandi, che magari in un futuro prossimo non dovremo più stupirci di un traguardo raggiunto da una donna.

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