Comunicato dalla Corte Costituzionale sul fine vita

Dal comunicato del 25 settembre tramite la sala stampa della Corte Costituzionale è stato reso noto che la detta Corte si è pronunciata sulla spinosa questione del “fine vita”.
Nel comunicato che anticipa la sentenza della Corte Costituzionale (che pubblicheremo appena sarà depositata) è possibile leggere quanto segue:

La Corte costituzionale si è riunita in camera di consiglio per esaminare le questioni sollevate dalla Corte d’assise di Milano sull’articolo 580 del Codice penale riguardanti la punibilità dell’aiuto al suicidio di chi sia già determinato a togliersi la vita.
In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
In attesa di un indispensabile intervento del legislatore, la Corte ha subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017) e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del SSN, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente. La Corte sottolinea che l’individuazione di queste specifiche condizioni e modalità procedimentali, desunte da norme già presenti nell’ordinamento, si è resa necessaria per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili, come già sottolineato nell’ordinanza 207 del 2018.
Rispetto alle condotte già realizzate, il giudice valuterà la sussistenza di condizioni sostanzialmente equivalenti a quelle indicate.

In attesa della sentenza è possibile scaricare il file in pdf del comunicato stampa della Corte Costituzionale sul fine vita a questo link: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/comunicatistampa/CC_CS_20190925200514.pdf

Inoltre ricordiamo, in breve, che il 14 dicembre 2017 è stato approvato in via definitiva il testo di legge in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, cioè la legge n. 219 del 2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018.
La disciplina sui diritti della persona nelle decisioni di fine vita, così come è indicato della legge n. 219/2017, “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”. La norma prosegue specificando che “è promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico”.
Per quanto riguarda il diritto al rifiuto, la legge prevede che “Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso”.
Oltre alle disposizioni della citata legge, in materia sono rilevanti anche i principi di autodeterminazione, la tutela del consenso e il diritto al rifiuto dei trattamenti sanitari, tutti desumibili da numerose fonti del nostro ordinamento normativo.

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