Cernobyl 30 anni dopo

Sono passati 30 anni dal disastro nucleare del 1986 a Cernobyl.
E’ stato tra i più gravi incidenti mai verificatisi in una centrale nucleare, classificato come catastrofico con il livello 7 e massimo della scala INES dell’IAEA.
Il disastro avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 circa, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina.
Le cause furono indicate in gravi mancanze da parte del personale, sia tecnico che dirigente.
Nel corso di un test di sicurezza infatti il personale violò varie norme di sicurezza.
Ci fu un incontrollato aumento della potenza e della temperatura del nocciolo del reattore n. 4 della centrale.
Questo portò alla rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore che a sua volta innescò una fortissima esplosione, con conseguente scoperchiamento del reattore e un grosso incendio.
La nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore contaminando pesantemente le aree circostanti.
Fu necessario procedere con l’evacuazione delle persone e il reinsediamento in altre zone.
Le nubi radioattive raggiunsero anche l’Europa e parte della costa orientale del Nord America.
Il Cernobyl forum, così come le associazioni ambientaliste, sono concordi nell’affermare che questo disastro nucleare ha avuto un impatto sociale enorme ed ha causato gravi problemi di salute sulla popolazione coinvolta.

 

Ad oggi Chernobyl risulta ancora contaminata.
I risultati del rapporto di Greenpeace ha registrato un aumento di molte forme di tumore.
Il danno è stato ed è tutt’ora gravissimo e a quanto pare non ci siano iniziative importanti per cambiare la situazione.
Oltre 10.000 Km quadrati tra Russia, Bielorussia e Ucraina sono inutilizzabili per qualunque tipo di attività e i 10 Km quadrati attorno alla centrale lo saranno per 10.000 anni, a causa del plutonio che impregna il terreno.
La concentrazione di cesio 137 è diminuita in alcuni prodotti agricoli, ma è sempre elevatissima.
Greenpeace ha analizzato il latte della zona ucraina di Rivne e ha riscontrato concentrazione di cesio 137 superiore ai livelli ritenuti sicuri.
Secondo uno studio del 2008, nella regione vi sono stati 115.000 decessi per cancro in più rispetto alle attese. Si pensi che l’OMS ne aveva previsti solo 9.000 in più, anche se per diversi motivi è difficile valutare il vero impatto delle radiazioni.

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