Casa Marvel tra ‘Inhumans’ e ‘The Gifted’: due serie a confronto

di Lorenzo Ferretti –

 

Le due serie hanno debuttato nello stesso periodo e pur affrontando entrambe il tema della diversità e dell’integrazione sembrano provenire da due epoche differenti. Per la serie di ABC dedicata agli Inumani, abitanti del lato oscuro della Luna dotati di superpoteri e frutto di esperimenti degli alieni Kree, c’è stata fin da subito una grande aspettativa che è stata duramente delusa al momento della messa in onda del primo episodio, che ha mostrato un prodotto per così dire ‘vintage’ e leggero: ‘Inhumans’ sembra uscita dagli anni Novanta, ai tempi dei film direct-to-video dedicati ai supereroi. Le vicende degli Inumani, sudditi del silenzioso e potente Freccia Nera costretti a confrontarsi con la (comprensibile) ribellione ordita da Maximus (interpretato da un convincente Iwan Rheon), fratello del re, vanno a comporre un altro tassello, purtroppo non proprio ben riuscito, dell’universo televisivo e cinematografico Marvel. Un prodotto come ‘Inhumans’ avrebbe meritato una trasposizione cinematografica alla stregua del bello e potente ‘Thor: Ragnarok’ ma, costretto ad un ridimensionamento necessario per il mezzo televisivo, perde la propria carica epica e diventa una storia che intrattiene con leggerezza e senza tante pretese.
Per quanto riguarda la serie Fox ‘The Gifted’, dedicata ai mutanti, ottiene fin dai primi episodi un buon riscontro di pubblico. La trama affronta il tema della diversità e del razzismo attraverso la burrascosa vicenda di una famiglia americana, quella degli Strucker, composta dal padre Reed, la madre Caitlin e dai due figli Lauren ed Andy. All’apparenza si tratta di una famiglia normale: i genitori sono impiegati, i figli studenti di un liceo qualunque, ma quando i poteri mutanti di questi ultimi fanno la loro comparsa, gli Strucker sono costretti a scappare da una task force governativa desiderosa di catturare i due giovani mutanti.
La vicenda degli Strucker, l’affetto che li lega, si contrappone alle mire del Governo e all’odio della società: non c’è spazio per epiche battaglie ma solo per una fuga continua, che vede i protagonisti aiutati da un gruppo di ribelli mutanti capitanati da Eclipse (Sean Tale).
Stephen Moyer veste bene i panni del capofamiglia Reed Strucker che, da pubblico ministero che si occupa di mutanti si ritrova dall’altra parte della barricata, fuori dal ‘sistema’, a far fronte comune coi ribelli per amore dei figli, che si trovano a dover gestire poteri e disagi molto più grandi di loro.
La serie non presenta personaggi famosissimi (niente Wolverine o Magneto) ma il cast dà buona prova di sé: da lodare in particolare l’evoluzione dei personaggi di Lauren (Natalie Alyn Lind) ed Andy (Percy Hynes White), il carisma di Thunderbird (Blair Redford) e l’ottima performance di Polaris (Emma Dumont).

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.