Bentornato Frank: la recensione della prima stagione di ‘The Punisher’

di Lorenzo Ferretti –

 

La nuova serie che va ad arricchire l’universo televisivo Marvel si è fatta attendere a lungo, anche a causa del rinvio deciso dalla produzione dopo la tremenda sparatoria avvenuta recentemente a Las Vegas, ma dal momento della messa in onda non ha certamente lasciato indifferenti né il pubblico né la critica.
La storia è quella di Frank Castle, veterano pluridecorato che cerca vendetta dopo lo sterminio della propria famiglia ordito dai ‘piani alti’ per tenere nascosta una sporca storia di corruzione.
Il personaggio era già comparso nella seconda stagione di Daredevil, ottenendo il favore del pubblico e, in questa prima stagione che ben lascia sperare per un seguito, il Punisher di Jon Bernthal si mostra in tutta la sua forza, regalando una serie che, benché ritenuta da alcuni ‘lenta’ nei primi episodi, costruisce una vicenda tragica e intensa.
Non si tratta propriamente di una ‘origin story’ quanto di una riflessione sui tormenti di un uomo la cui storia va a rappresentare su schermo la difficile situazione dei soldati americani al ritorno in patria, tra alienazione e disturbi psicologici. Questa serie, ben lontana dalle atmosfere care agli ‘Avengers’, affronta tematiche sempre attuali come il dibattito sulle armi in America, il razzismo, l’idealismo usato per celare le vere ragioni dei conflitti internazionali, ingannando quei giovani che si arruolano credendo ancora e disperatamente ‘nella bandiera’.
È una serie brutale, che non fa sconti ed esplora le profonde ragioni della violenza, tutti i modi in cui essa si esprime. Uno dei grandi meriti di ‘Punisher’ è stato proprio smentire quanti si aspettavano solo azione e continui bagni di sangue, scegliendo un ritmo giustamente ponderato nelle prime puntate per poi procedere speditamente fino alla fine. La regia è inoltre riuscita, senza scadere nel banale splatter a ricreare bene le atmosfere da ‘guerra segreta metropolitana’ così care al Frank Castle fumettistico e a caratterizzare altrettanto bene i momenti in cui Punisher lascia sfogo alla propria furia omicida, propria di una mente che non ha mai davvero abbandonato la guerra dietro di sé. Il cast ha dato ottima prova di sé: da lodare su tutte la straordinaria interpretazione di Jon Bernthal che si è calato nel personaggio quasi alla perfezione, facendone propri i silenzi, la ferocia, le manie. Lascia presagire il meglio in vista di un ipotetico rinnovo della serie. Buona anche l’interpretazione di Ebon Moss-Bachrach, alias Micro, alternando al dolore della seolitudine una parlantina che crea un gradevole contrasto col burbero Frank. Si distingue anche Ben Barnes, che nei panni di Billy Russo, migliore amico di Frank, registra un’ottima performance, dominando alcuni dei momenti più intensi di questa prima stagione. Da non dimenticare il buon Curtis, interpretato da Jason R. Moore, commilitone di Frank e Billy e la bravissima Deborah Ann Woll, Karen Page, che diventa per Frank una sorta di ultimo collegamento con la propria umanità.

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