Cos’è l’Astrologia

L’astrologia ha radici antichissime, si è sviluppata principalmente in Medio Oriente ed in Egitto nell’ VIII secolo a.C.
Il termine astrologia deriva dal greco, dove astron significa stelle e logos studio.
Nell’antico Egitto e in Mesopotamia lo studio del cielo era di competenza delle classi sacerdotali.
Fu in Mesopotamia che nacque l’antenata dell’astronomia, basata su osservazioni sistematiche e accuratamente registrate.
La dottrina astrale dei Sumeri e dei Babilonesi era molto evoluta. Grazie ai ritrovamenti archeologici sappiamo che nel V secolo a.C. i Babilonesi misuravano il cielo con un cerchio di 360 gradi, suddiviso in 12 parti uguali di 30 gradi, chiamato Zodiaco, che corrispondeva al loro calendario annuale di 12 mesi di 30 giorni.
L’iconografia zodiacale risale invece al tardo Egitto. Alle stelle venne associato un animale (ariete, toro, leone, cancro, pesci, scorpione), una creatura immaginaria (capricorno, sagittario) o umana (vergine, gemelli), un oggetto (bilancia, acquario).
Con l’impero di Alessandro Magno le tradizioni dell’astrologia egizia e caldea entrarono in contatto con la cultura greca.
I Greci svilupparono una associazione tra i corpi celesti e le loro divinità, ancora oggi molti nomi delle costellazioni e dei pianeti hanno origine dal greco antico.
Eratostene misurò la circonferenza della Terra, mentre Ipparco scoprì il processo degli equinozi. Lo zodiaco siderale, che prende come punto di partenza una stella fissa, fu quindi sostituito dallo zodiaco tropicale.
Dal I secolo a.C. gli astrologi hanno composto gli almanacchi, le effemeridi e le tabelle che consentirono così la nascita delle carte del cielo.
In seguito si arrivò al vero punto di riferimento dell’astrologia occidentale, cioè il “Tetrabiblos” scritto da Tolomeo intorno al 150 d.C. che è uno dei più rilevanti testi di astrologia.
L’astrologia occidentale si fonda principalmente sul Tetrabiblos di Tolomeo ancora oggi.
Il Tetrabiblos di Tolomeo ha unito praticamente tutto ciò che era stato scoperto sino a quel tempo.
Nell’alto Medioevo gli arabi svilupparono la cultura astrologica e le loro tavole delle effemeridi fecero da base per le tavole astronomiche future.
Il trattato Introductoriam in Astronomium dell’astrologo arabo Albumasar fu uno dei testi più famosi del Medioevo, tradotto ed usato anche in Europa, che studiava i movimenti dei pianeti.
Risalirebbe proprio agli arabi la distinzione tra astronomia e astrologia, all’incirca verso l’anno mille, anche se esse venivano studiate insieme.
A quel tempo gli studi di astronomia si svilupparono sempre di più, Baghdad divenne la città più importante del mondo per gli studi astronomici, grazie all’opera del califfo al-Mansur che fece costruire un grande osservatorio e una biblioteca.
Inoltre fu introdotto l’astrolabio da parte di al-Fazari, grazie a questo strumento si conobbero molti più corpi celesti e ancora oggi i nomi delle stelle sono in gran parte arabi.
Al Khwarizmi fu il più famoso astronomo, astrologo e geografo, oltre che il padre dell’algebra e dell’algoritmo (introdusse il concetto di zero).
Qotb al-Din Shirazi (1236 – 1311) scrisse opere di revisione del Tetrabiblos di Tolomeo, tra cui l’Almagesto.
Nel XIII secolo le scoperte astrologiche del mondo arabo si diffusero in Europa tramite i commentari all’Almagesto e al Tetrabiblos dando sviluppo all’astrologia occidentale.
Nel XV secolo e oltre la distinzione fra l’astronomia e l’astrologia divenne più chiara. Tuttavia fino al XVI secolo tra gli astronomi non vi erano ancora grandi contraddizioni fra le due discipline.

L’astrologia occidentale non attribuisce potere d’influsso alle costellazioni. I segni zodiacali sono 12 settori divisi in modo arbitrario in uguale ampiezza (30°) che compongono l’eclittica.
Il primo corrisponde al segno dell’Ariete e inizia nel punto in cui si trova il Sole all’equinozio di primavera.
L’astrologia tolemaica segue il sistema tropicale, cioè calcola la posizione dei corpi celesti secondo gli equinozi stagionali.
I segni zodiacali seguono gli equinozi stagionali. A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, costellazioni astronomiche e segni zodiacali non hanno oggi alcun rapporto.
Si considera che la Terra ruoti su un proprio asse formando un “equatore celeste” che differisce dall’inclinazione dell’equatore galattico e del sole. Questo asse si distanzia dall’equatore galattico di 23 gradi spiegando cosi la differenza tra sistema siderale e sistema tropicale.

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