Artiste americane chiedono aborto accessibile: in mostra a New York

A New York sono in mostra e in vendita le creazioni di tante artiste per garantire l’aborto legale, sicuro e accessibile in un’America sempre più negazionista.
Oggi quanto ieri, negli USA provano a vanificare sentenze storiche come la Roe v. Wade del 1973, la prima a sancire la legalità dell’aborto negli Stati Uniti. Un baluardo della libertà e uguaglianza americana, scosso nel 2019 da oltre cinquanta proposte di leggi restrittive.
Abortion Is Normal, il nome della mostra, è una provocazione e dirompente dichiarazione d’intenti.
La risposta naturale che invita all’azione per accrescere la consapevolezza, il finanziamento e il sostegno dell’aborto accessibile, sicuro e legale, per sollecitare la platea chiamata a decidere già dalle prossime elezioni.
In seguito all’approvazione e il blocco delle leggi in Alabama, Rebecca Pauline Jampol, co-direttrice del Newark arts non-profit Project for Empty Space e la collega Jasmine Wahi, per aiutarle con l’organizzazione della mostra hanno chiamato anche l’artista Marilyn Minter, sostenitrice di lunga data del dibattito sul tema dell’aborto di Planned Parenthood e di questo progetto, con l’estetica femminista audace e sovversiva della sua nuova stampa Cuntrol.
Marilyn Minter ha girato l’invito alla pubblicista d’arte Gina Nanni, alla storica dell’arte Sandy Tait e Laurie Simmons. La fotografa celebre per il lavoro pionieristico su genere e identità, l’utilizzo di bambole e la rappresentazione miniaturizzata degli ambienti domestici, fornisce un contributo all’organizzazione del progetto espositivo, anche donando Mother-Nursery.
Il gruppo di organizzatrici, con Downtown for Democracy ha trasformato un coro di voci differenti in un percorso espositivo per due tappe. La sua prima alla galleria Eva Presenhuber di New York. L’Arsenal Contemporary di New York ospita la seconda tappa della mostra fino a febbraio.
I suoi effetti saranno però più duraturi, i proventi della loro vendita su Artsy, sono destinati all’educazione degli elettori. Una parte sarà spesa per istruire donne e uomini in materia di diritti riproduttivi. Il resto sosterrà gli sforzi di Planned Parenthood per eleggere rappresentanti in grado di garantire a tutti l’accesso all’aborto, parte vitale di un’assistenza sanitaria completa.
Educazione necessaria a tutti anche lontano dagli USA, perché a mettere a rischio l’accesso legale all’aborto non è solo Donald Trump e l’influenza che gli USA esercitano ovunque.

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