Galateo delle feste: come sopravvivere a pranzi, tombole e regali

Chi conosce il galateo delle feste natalizie, sa bene che nonostante l’occasione sia bella per incontrare amici e parenti, spesso tutto questo diventa una convivenza forzata, dove la diplomazia e il saper vivere del galateo possono diventare una carta vincente per uscirne indenni.

 

Auguri:
Un augurio inaspettato, oltre a far piacere, può anche essere il primo passo per risolvere dissapori o riallacciare rapporti.
Bisogna sempre ricambiare gli auguri ricevuti.
In generale, un biglietto scritto ha un altro valore, ma ormai quasi tutti usano gli sms.
Assolutamente da evitare gli sms seriali, tutti uguali, inviati simultaneamente. Meglio, a quel punto, non fare alcun tipo di auguri a nessuno nè alcun ringraziamento.

 

Regali:
Chi regala deve valutate l’importanza dell’occasione e il rapporto che ha con la persona, se è superficiale si dovranno evitare regali impegnativi e costosi che metterebbero in imbarazzo chi li riceve, nonché regali personali.
Borsellini e portafogli vanno sempre regalati con una monetina all’interno.
I fazzoletti e le perle non si regalano, portano lacrime.
Le spille non si regalano, perché significano dolore.
Alle future mamme non si regala nulla per il bambino prima che sia nato.
I gioielli sono regali graditi ma bisogna evitare tutto ciò che si chiude a cerchio, perché indica un legame.
Il dessert non si porta mai, a meno che non sia espressamente richiesto e concordato.
Il vino da consumare al pasto è un rischio, perché se non si conosce il menù potrebbe essere mal abbinato; lo si può invece regalare per i padroni di casa. Se invece si vuole bere alla festa, meglio un vino da dessert, uno champagne o un liquore.
Un libro o della musica vanno quasi sempre bene.
I cioccolatini sono un classico.
Sì ai fiori solo se si fanno arrivare il giorno prima, ma attenzione, hanno tutti un significato differente che è bene conoscere se si vogliono regalare.
Accompagnate sempre il vostro regalo con un bigliettino e una frase.
Se dovete sdebitarvi con qualcuno con cui avete un rapporto formale, è meglio far recapitare il regalo da un fattorino.
In ogni caso, mai presentarsi a casa di qualcuno senza nulla, ma evitate di pressare i padroni di casa con richieste su cosa portare loro, il gesto deve apparire sempre spontaneo e scontato, anche quando non lo è.
Chi riceve un regalo deve sempre ringraziare, ma in maniera appropriata.
Se avete ricevuto un piccolo pensiero, non ringraziate con troppa enfasi perché apparirete falsi.
Se il regalo non è gradito, non lasciatelo capire.
I regali vanno scartati subito e si ringrazia direttamente la persona.
Contraccambiare è opportuno, ma se non avete nulla di pronto non presentatevi subito il giorno seguente con il primo regalo che capita.
Gli ospiti, se sono più persone, si ricevono con discrezione così da poter scartare i regali uno alla volta (e non tutti insieme) senza mettere in imbarazzo chi ha fatto un regalo di minor valore o non ne ha fatto nessuno.

 

Bambini:
Natale è una festa che i bambini amano molto. Se dopo il pranzo dovranno recitare in piedi sulla sedia la classica poesia, cercate di rendere la cerimonia il più breve possibile cercando di non metterli a disagio.

 

Discorsi: 
Non parlare di soldi, affari, amori contrastati, amicizie finite, politica e qualsiasi altro argomento scomodo.
Non affliggere gli altri con i propri problemi.
Non parlare di catastrofi o di malattie.
Evitare che l’incontro si trasformi in una veglia funebre ricordando chi non c’è più.
Non fate domande troppo personali.
Se invece siete i destinatari di tali discorsi, meglio glissare educatamente.

 

Litigi: 
Sono, ovviamente, da evitare, essendo molto sconvenienti.
Il clima di armonia natalizia non andrebbe mai turbato.

 

Romanticherie:
Sarebbero sempre da evitare quando non si è da soli con il proprio partner.
Evitare discorsi personali, imbarazzano i presenti; vietati anche i baci troppo focosi, il galateo dice che i baci andrebbero lasciati ai russi e ai relegati (e all’intimità).

 

A tavola:
Usare sempre le posate. Non si lecca la lama del coltello, non si tira il cibo dalla forchetta con i denti ben in mostra, non si infila il cucchiaio fino in gola.
Non si gesticola con le posate, oltre ad essere poco elegante rischia di sporcare chi ci è seduto vicino.
Non si gioca con il cibo.
Vietatissimo augurare buon appetito.
Non si guarda nei piatti degli altri.
Non si taglia tutto il cibo a pezzetti in tanti bocconi (si fa solo per i bambini piccoli) ma si taglia man mano, boccone dopo boccone.
Si mangia con calma, senza abbuffarsi con tutto insieme come se si venisse da giorni di digiuno.
Si fanno bocconi piccoli e si mastica a bocca chiusa, senza far rumore.
Se il cibo è molto caldo, si aspetta, non si soffia.
Se ci si serve da sé, si prendono piccole porzioni senza scegliere, perché il cibo è di tutti.
Si usano sempre le posate di portata (che vanno rimesse al loro posto per chi verrà dopo di noi).
Niente scarpetta col pane.
Se si è allergici o intolleranti, si passa alla portata successiva.
Gli stuzzicadenti non si chiedono e non mettono sul tavolo onde evitare che qualcuno li usi.
Non si chiede ciò che non è già a tavola.
Il tovagliolo non si mette tipo bavetta, va usato giusto per tamponarsi le labbra, e sempre prima di bere.
I noccioli si sputano discretamente nel pugno della mano e si mettono nel piatto.
Prima di iniziare a mangiare si aspetta la padrona di casa.
E la padrona di casa non deve scomparire in cucina.
Mai aprire la bottiglia di spumante facendo il botto, né agitarla, rovina il perlage (bollicine) e l’aroma.
Non si fanno urtare tra loro i bicchieri durante i brindisi, ma si alzano all’altezza del viso, come gesto simbolico.

 

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